
Esultanze Pazze !!!
A cura di CLAUDIO MELE
Fare gol è il premio, è la motivazione, è l’obiettivo, è il cuore del gioco del calcio.
Ha la stessa importanza di raggiungere l’arrivo in una maratona o ancora superare un esame o raggiungere qualsiasi altro obiettivo. E tutto questo merita una ricompensa, anche piccola, anche solo personale ma una gratificazione è indispensabile.
Segna quel momento, lo fa ricordare a lungo e con sé si ricordano tutti i sacrifici fatti o tutto il lavoro svolto prima di poter gioire in quel modo, prima di sorridere, prima di un bel gesto, prima di sentirsi rivolgere una frase indimenticabile. E tutto questo è il rinforzo della motivazione che ci porterà a ricercare quella sensazione, quel momento che c’ha segnato, quel ricordo che c’ha fatto felici e che ha cancellato tutto per un attimo lasciando stampato nella testa l’obiettivo raggiunto, i mezzi e gli strumenti adottati per avere successo.
La partita di calcio poi si può perdere, pareggiare o vincere, non ha importanza. Ma aver fatto gol e poi aver festeggiato con i compagni, col mister, con la panchina, col genitore, con l’amico, con chiunque, è un momento che rimane, è un’esperienza importante, è la felicità di star insieme, di aver raggiunto quell’obiettivo dopo una settimana o più di lavoro è la vittoria del singolo, dell’allenatore, del gruppo.
Il gol è la cosa più bella del calcio non può essere ignorato. Deve essere festeggiato da qualunque giocatore, in qualsiasi categoria, a qualsiasi risultato. Nella vita di ogni ragazzo, di ogni allenatore, di ogni genitore che vive quel momento, è un ricordo importante serve ad aumentare la propria autostima, ad avere fiducia in sé stesso, nel gruppo, nell’allenatore. Ed è indispensabile quando le cose vanno male. Un brutto voto a scuola, un periodo negativo, una giornata no, può essere dimenticata o meglio affrontata diversamente se poi si ripensa a quel momento, a quei pochi secondi ma importantissimi passati correndo per il campo, gridando “gol”, rincorrendo il compagno, correndo verso il mister, abbracciandosi l’un l’altro, indicando il genitore, la ragazza o l’amico che è in tribuna.
Lo sfogo del calcio deve essere questo, no l’arbitro o l’avversario. Ma il proprio operato e quello della propria squadra. Siamo tutti uguali. A tutti serve sorridere, gioire, abbracciarsi, gridare gol, vedere il proprio figlio o genitore sorridere. Così come ad ogni allenatore serve festeggiare il gol con la propria squadra e vedersi premiare il lavoro fatto in campo durante gli allenamenti con un sorriso, con un cinque, con un abbraccio. Questa è una cosa che si vede raramente ma quando succede è una delle cose che rimane fortemente nella testa dell’allenatore e quando ripassandosi la partita ripensa a quei pochi secondi passati ad abbracciarsi con la squadra, a battere il cinque al proprio giocatore inevitabilmente gli occhi diventano lucidi.
E allora cosa costa gratificare una persona che vuole trasmetterti qualcosa, che ti vuole felice, che ti rispetta. Può essere l’allenatore, il compagno, papà, mamma, il Presidente, può essere chiunque ma se lo merita fallo felice: ESULTA.
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